Le 13 città italiane dove circola ancora il tram: tra storia, curiosità e trasporti del futuro

C'è un mezzo di trasporto che attraversa le città italiane da oltre un secolo e che, nonostante l'arrivo di automobili, metropolitane e autobus, continua a far parte della vita quotidiana di migliaia di persone: il tram.
A Milano è diventato un simbolo cittadino. A Torino racconta una tradizione iniziata nell'Ottocento. A Trieste affronta un percorso collinare con un particolare sistema a funicolare. A Padova e Mestre, invece, il concetto di tram è stato reinterpretato attraverso veicoli su pneumatici guidati da una rotaia centrale.
Ma quali città italiane hanno ancora il tram?
Considerando le reti tranviarie urbane, i collegamenti interurbani e i sistemi tranviari guidati su pneumatici, sono 13 le località principali da conoscere. Alcune non hanno mai rinunciato completamente alle rotaie, mentre altre hanno scelto di riportarle sulle proprie strade dopo decenni di assenza.
1. Milano: i tram arancioni che hanno conquistato il mondo
A Milano il tram non è soltanto un mezzo pubblico: è uno dei simboli più riconoscibili della città.
La tradizione tranviaria milanese risale all'Ottocento, quando i primi collegamenti utilizzavano vetture trainate da cavalli. Con l'elettrificazione, il sistema si sviluppò fino a diventare una delle reti tranviarie più estese d'Europa.
Il suo elemento più iconico è il tram della serie 1500, conosciuto anche come Carrelli, entrato in servizio a partire dal 1928.
Con la caratteristica carrozzeria arancione, i sedili in legno e il profilo inconfondibile, queste vetture continuano a circolare accanto ai mezzi moderni.
Il loro fascino ha superato i confini italiani: alcune vetture milanesi sono state trasferite a San Francisco, dove circolano sulla storica linea F Market & Wharves.
La curiosità: salire su un tram storico milanese significa viaggiare su un mezzo progettato quasi un secolo fa, ancora inserito nel normale sistema di trasporto cittadino.
2. Torino: una storia tranviaria iniziata nel 1871
Torino è una delle città italiane con la tradizione tranviaria più lunga.
Il primo servizio urbano risale al 1871, quando i tram erano ancora trainati da cavalli. Successivamente arrivarono le vetture elettriche, che contribuirono allo sviluppo della mobilità urbana.
Nel corso del Novecento, il tram divenne parte integrante del paesaggio torinese, attraversando grandi viali, quartieri residenziali e zone industriali.
Oggi la rete conserva un ruolo importante nei collegamenti cittadini, affiancata da autobus e metropolitana.
Torino è inoltre particolarmente interessante per gli appassionati di trasporti storici grazie alla presenza di vetture d'epoca restaurate e iniziative dedicate alla conservazione del patrimonio tranviario.
La curiosità: la città ospita la linea storica 7, utilizzata in occasione di servizi e iniziative dedicate ai tram d'epoca. È un modo insolito per osservare Torino attraverso veicoli appartenenti a periodi differenti.
3. Roma: il tram nella città dei monumenti antichi
A Roma il tram crea un contrasto particolarmente suggestivo tra mobilità contemporanea e patrimonio storico.
La storia tranviaria della Capitale cominciò nel XIX secolo, quando le prime vetture attraversavano una città molto diversa da quella attuale.
Nel corso del Novecento, la rete raggiunse una notevole estensione, prima di subire riduzioni e trasformazioni legate alla diffusione degli autobus e delle automobili.
Oggi il tram continua a servire diversi quartieri della Capitale, rappresentando una componente del sistema di trasporto pubblico urbano.
Alcuni percorsi attraversano aree ricche di storia e collegano quartieri molto diversi tra loro, offrendo uno sguardo sulla Roma quotidiana, oltre i principali itinerari turistici.
La curiosità: il tram romano racconta anche l'evoluzione della città moderna, dai quartieri sviluppati tra Ottocento e Novecento alle trasformazioni della mobilità contemporanea.
4. Firenze: il tram tornato dopo oltre cinquant'anni
Firenze aveva già una rete tranviaria storica, progressivamente dismessa nel corso del Novecento fino alla chiusura dell'ultima linea nel 1958.
Per oltre mezzo secolo, il tram scomparve quindi dalla mobilità cittadina.
La svolta arrivò nel 2010, quando venne inaugurata la prima linea della nuova tramvia fiorentina.
Da allora il sistema si è sviluppato attraverso nuovi collegamenti, diventando uno degli esempi italiani più conosciuti di ritorno al trasporto tranviario.
La tramvia moderna utilizza vetture elettriche a pianale ribassato e collega importanti zone urbane, tra cui l'area della stazione di Santa Maria Novella e l'aeroporto attraverso le linee dedicate.
La curiosità: Firenze dimostra che il tram non è necessariamente un mezzo del passato. Una città può eliminarlo e, decenni dopo, decidere di reintrodurlo con tecnologie completamente nuove.
5. Trieste: il tram di Opicina che diventa funicolare
Tra tutti i tram italiani, quello di Trieste è probabilmente uno dei più particolari.
La storica tranvia Trieste-Opicina, inaugurata nel 1902, collega la città con l'altopiano carsico, affrontando un percorso caratterizzato da un notevole dislivello.
La sua caratteristica più famosa è il tratto a forte pendenza, nel quale le vetture tranviarie vengono assistite da uno speciale sistema funicolare.
Questo permette di affrontare una salita che sarebbe particolarmente impegnativa per un tram tradizionale.
Il collegamento è conosciuto anche per i panorami sul Golfo di Trieste e per le caratteristiche vetture storiche.
Nel corso degli anni la linea ha attraversato lunghi periodi di sospensione, interventi di manutenzione e lavori di adeguamento.
Il servizio è stato riattivato il 20 luglio 2026, dopo gli interventi e le verifiche tecniche necessari alla ripresa delle corse.
La curiosità: il tram di Opicina non è semplicemente un tram che sale su una collina. È un sistema che combina due tecnologie di trasporto differenti lungo lo stesso itinerario.
6. Napoli: il tram che ha resistito alle trasformazioni della città
Anche Napoli conserva una lunga tradizione tranviaria, iniziata nell'Ottocento.
Per decenni i tram hanno rappresentato una componente fondamentale della mobilità cittadina, attraversando strade e quartieri densamente abitati.
La rete ha subito numerose trasformazioni nel corso del Novecento e una progressiva riduzione rispetto alla sua massima estensione.
Nonostante questo, Napoli non ha abbandonato definitivamente il trasporto tranviario.
Le linee rimaste costituiscono una testimonianza della storia dei trasporti cittadini e continuano a essere oggetto di interventi di adeguamento e riorganizzazione.
La curiosità: osservare i tram napoletani permette di comprendere come la mobilità urbana debba adattarsi a una città complessa, caratterizzata da un tessuto storico molto denso e da spazi stradali spesso limitati.
7. Palermo: il ritorno del tram nel 2015
Palermo è un altro esempio di città italiana che ha deciso di recuperare il trasporto tranviario dopo una lunga assenza.
La vecchia rete storica era stata progressivamente dismessa nel Novecento, lasciando spazio ad altre forme di mobilità.
Nel 2015 è stato inaugurato il nuovo sistema tranviario, caratterizzato da vetture moderne e linee progettate per collegare diverse zone della città.
Il tram palermitano rappresenta quindi una scelta contemporanea, non la semplice sopravvivenza della vecchia infrastruttura.
La nuova rete è stata pensata per offrire collegamenti urbani elettrici e contribuire alla riorganizzazione del trasporto pubblico.
La curiosità: a Palermo il tram è tornato dopo quasi settant'anni dalla conclusione del servizio della rete storica, dimostrando quanto possano cambiare le priorità della mobilità urbana.
8. Padova: il tram che viaggia su pneumatici
A Padova il sistema tranviario presenta una caratteristica che lo distingue dai tram tradizionali.
I veicoli del sistema Translohr viaggiano su pneumatici e sono guidati da una rotaia centrale.
Non utilizzano quindi la classica coppia di rotaie metalliche sulla quale scorrono le ruote dei tram convenzionali.
Il sistema è entrato in servizio nel 2007, segnando il ritorno del trasporto tranviario in città dopo la dismissione della rete storica.
La rotaia centrale mantiene il veicolo vincolato al percorso, mentre gli pneumatici garantiscono il contatto con la superficie stradale.
È una soluzione tecnica particolare, sviluppata come alternativa ai sistemi tranviari tradizionali.
La curiosità: osservando il tram di Padova si può notare che non sono le ruote metalliche a sostenere il mezzo. La guida è affidata alla rotaia centrale, mentre il peso viene scaricato attraverso gli pneumatici.
9. Bergamo: il tram che collega la città alla Val Seriana
Bergamo possedeva una rete tranviaria storica che collegava la città con diversi centri del territorio.
Dopo la progressiva scomparsa dei vecchi collegamenti, il trasporto tranviario è tornato con un progetto moderno di mobilità territoriale.
Nel 2009 è entrata in funzione la linea T1 della Tramvie Elettriche Bergamasche, che collega Bergamo con Albino, lungo la direttrice della Val Seriana.
Il percorso utilizza in parte il tracciato di una precedente ferrovia, trasformando un corridoio infrastrutturale storico in un collegamento tranviario moderno.
Il sistema si distingue da molte reti urbane perché serve anche comuni esterni al capoluogo, svolgendo una funzione di trasporto metropolitano e territoriale.
La curiosità: il tram bergamasco dimostra che le infrastrutture ferroviarie dismesse possono diventare la base per nuove forme di mobilità, recuperando percorsi già presenti nel territorio.
10. Venezia-Mestre: il tram su pneumatici che arriva fino a Piazzale Roma
Quando si pensa ai trasporti di Venezia, vengono immediatamente in mente vaporetti, gondole e imbarcazioni.
Eppure, anche il Comune di Venezia dispone di un sistema tranviario moderno.
Il servizio interessa soprattutto la terraferma veneziana, con collegamenti che attraversano Mestre e Marghera e raggiungono Piazzale Roma, il principale terminal automobilistico della città storica.
Come a Padova, il sistema utilizza veicoli Translohr su pneumatici guidati da una rotaia centrale.
La rete moderna è stata inaugurata progressivamente a partire dal 2010.
Il tram rappresenta un collegamento importante tra i quartieri della terraferma e l'accesso alla città lagunare.
La curiosità: quando si dice che Venezia ha il tram, non si intende che le vetture attraversino calli e campielli. Il servizio si sviluppa sulla terraferma e arriva fino a Piazzale Roma, ai margini del centro storico lagunare.
11. Cagliari: la metropolitana leggera che funziona come un tram
A Cagliari il trasporto tranviario moderno è conosciuto con il nome di Metrocagliari.
Nonostante la denominazione richiami una metropolitana, il sistema utilizza veicoli e infrastrutture riconducibili alla tecnologia tranviaria leggera.
Il servizio è stato inaugurato nel 2008 e collega diverse aree dell'agglomerato urbano, comprendendo anche il territorio di Monserrato.
Una parte della rete deriva dalla trasformazione di precedenti infrastrutture ferroviarie, successivamente adattate al trasporto leggero.
La particolarità di Cagliari è proprio questa combinazione tra caratteristiche tranviarie e organizzazione del servizio su percorsi prevalentemente riservati.
La curiosità: non tutti i sistemi che utilizzano veicoli simili ai tram vengono chiamati ufficialmente tramvie. A Cagliari il nome commerciale mette in evidenza il concetto di metropolitana leggera.
12. Sassari: una delle reti tranviarie moderne più particolari d'Italia
Anche Sassari dispone di un sistema di trasporto su rotaia leggero, conosciuto come MetroSassari.
La prima tratta è stata inaugurata nel 2006, introducendo un servizio moderno in una città che aveva già conosciuto esperienze di trasporto tranviario nel passato.
Il sistema utilizza vetture leggere e collega diversi punti dell'area urbana, integrandosi con le infrastrutture ferroviarie del territorio.
Rispetto alle grandi reti di Milano o Torino, quella sassarese è molto più contenuta, ma rappresenta un esempio interessante di mobilità elettrica su rotaia in una città di dimensioni intermedie.
La curiosità: Sassari e Cagliari dimostrano che la Sardegna non è affatto estranea alla tradizione dei trasporti tranviari, anche se i sistemi moderni vengono spesso identificati con il termine metropolitana leggera.
13. Messina: il tram tornato dopo decenni di assenza
Messina completa questo viaggio tra le città italiane che hanno mantenuto o recuperato il tram.
La città siciliana aveva una tradizione tranviaria storica, progressivamente abbandonata nel corso del Novecento.
Il ritorno è avvenuto nel 2003, con l'inaugurazione di una nuova linea moderna sviluppata lungo una delle principali direttrici urbane.
Il tram messinese collega zone della città attraverso un percorso che si sviluppa in prossimità della costa e delle principali infrastrutture cittadine.
Nel corso degli anni il servizio è stato interessato da interventi di manutenzione e ammodernamento, necessari per adeguare mezzi e infrastrutture.
La curiosità: Messina è una delle città del Mezzogiorno che hanno scelto di riportare il tram nelle strade dopo la scomparsa della rete storica, seguendo una tendenza condivisa con altre realtà italiane.
Qual è la differenza tra tram, metropolitana leggera e tram su pneumatici?
Non tutti i sistemi presenti nelle tredici località funzionano esattamente allo stesso modo.
Il tram tradizionale utilizza ruote metalliche che scorrono su due rotaie e può viaggiare sia in sede riservata sia in tratti condivisi con il traffico stradale.
La metropolitana leggera utilizza spesso tecnologie simili a quelle tranviarie, ma può avere percorsi maggiormente separati dal traffico e caratteristiche di esercizio differenti.
Il tram su pneumatici, come quello utilizzato a Padova e Mestre, viaggia invece su gomme ed è guidato da una rotaia centrale.
Esistono inoltre sistemi particolari, come il tram di Opicina, che combinano il funzionamento tranviario con un tratto assistito da funicolare. Queste differenze spiegano perché il panorama italiano sia molto più vario di quanto si possa immaginare osservando soltanto le classiche vetture con ruote di ferro.
Perché molte città italiane avevano eliminato il tram?
Durante il Novecento, soprattutto nei decenni successivi alla Seconda guerra mondiale, numerose città italiane ridussero o eliminarono le proprie reti tranviarie.
L'automobile privata veniva considerata un simbolo di modernità e libertà di movimento, mentre autobus e filobus apparivano spesso più flessibili rispetto alle infrastrutture fisse dei tram.
Le rotaie occupavano spazio stradale e richiedevano manutenzione, mentre la pianificazione urbana tendeva sempre più a privilegiare il traffico automobilistico.
Queste scelte portarono alla scomparsa di molte reti storiche.
Con il tempo, però, congestione urbana, inquinamento e necessità di trasportare grandi quantità di passeggeri hanno riportato l'attenzione sui sistemi elettrici su rotaia. Il risultato è un fenomeno interessante: diverse città stanno recuperando, con tecnologie moderne, un mezzo di trasporto che avevano abbandonato decenni prima.
Quali città hanno conservato i tram storici?
Milano e Torino sono tra gli esempi più conosciuti di città italiane nelle quali il patrimonio tranviario storico continua a essere valorizzato.
A Milano alcune vetture della serie 1500 svolgono ancora servizi ordinari, mentre a Torino sono presenti iniziative dedicate ai tram d'epoca.
Trieste conserva invece un collegamento storico unico per le sue caratteristiche tecniche e paesaggistiche. Questi mezzi rappresentano qualcosa di più di una curiosità per appassionati: sono testimonianze concrete dell'evoluzione tecnologica, urbanistica e sociale delle città italiane.
Domande frequenti sui tram in Italia
Quali città italiane hanno ancora il tram?
Tra le principali località con reti tranviarie o sistemi assimilabili troviamo Milano, Torino, Roma, Firenze, Trieste, Napoli, Palermo, Padova, Bergamo, Venezia-Mestre, Cagliari, Sassari e Messina.
Qual è la città italiana con la rete tranviaria più estesa?
Milano possiede la rete tranviaria più estesa d'Italia, seguita da Torino. Le due città conservano anche una lunga tradizione storica legata a questo mezzo di trasporto.
Qual è il tram più famoso d'Italia?
Tra i più conosciuti ci sono i tram storici arancioni della serie 1500 di Milano e il tram di Opicina a Trieste, celebre per il suo particolare sistema a funicolare.
A Venezia esiste davvero il tram?
Sì. Il Comune di Venezia dispone di un sistema tranviario su pneumatici che serve la terraferma, attraversa Mestre e Marghera e raggiunge Piazzale Roma. Non circola nelle calli del centro storico lagunare.
Il tram di Padova viaggia davvero su gomme?
Sì. Il sistema Translohr utilizza pneumatici per sostenere e muovere il veicolo, mentre una rotaia centrale ne guida la traiettoria.
Quando è tornato il tram a Firenze?
La nuova tramvia fiorentina è entrata in servizio nel 2010, dopo la chiusura della rete storica nel 1958.
Il tram di Opicina è una funicolare?
Non completamente. È una tranvia storica che utilizza un sistema funicolare di assistenza nel tratto a maggiore pendenza. Il resto del percorso funziona come una normale linea tranviaria.
Perché stanno tornando i tram nelle città italiane?
Il trasporto tranviario offre una soluzione elettrica capace di movimentare numerosi passeggeri, soprattutto lungo direttrici urbane molto frequentate. La sua reintroduzione è legata anche alle politiche di mobilità sostenibile e alla necessità di ridurre la dipendenza dall'automobile privata.
Il tram non è soltanto un mezzo per arrivare: è un modo per scoprire una città
Da Milano a Messina, passando per Torino, Trieste, Firenze e le città della Sardegna, il tram racconta oltre un secolo di trasformazioni urbane.
In alcune località è rimasto un simbolo della tradizione. In altre è scomparso per decenni prima di tornare con tecnologie moderne. Altrove ha assunto forme particolari, come i sistemi su pneumatici o i collegamenti tranviari assistiti da funicolare.
Ma c'è un elemento che accomuna tutte queste esperienze: il tram permette di osservare la città da una prospettiva diversa, seguendo percorsi che attraversano quartieri, piazze e luoghi della vita quotidiana.
Perché a volte, per scoprire davvero una destinazione, non serve cercare un monumento. Basta salire sul tram giusto e guardare fuori dal finestrino.



